giovedì 22 giugno 2017

Due eventi antimafia

logo_ass_giuseppe_bommaritoL 26 agosto 2013 nasce dalla volontà
dei familiari di Giuseppe,
l‘Associazione Giuseppe Bommarito Controle Mafie
con sede a Balestrate (Pa) Via Onofrio Valenti 36.
codice fiscale: 97292780828
L’Associazione, costituitasi presso lo studio notarile Tranchida di Castellammare del Golfo (Tp)
è apartitica, apolitica e aconfessionale e si propone di :
  1. Elaborare, promuovere e realizzare iniziative socio culturali ed educative atte a valorizzare la memoria storica delle persone che hanno operato contro le mafie.
  2. Promuovere scambi e gemellaggi tra i soggetti aderenti all’Associazione per educare alla convivenza democratica con la consapevolezza che la costruzione di un futuro di pace nasce dalla conoscenza delle cause presenti e storiche.
  3. Organizzare manifestazioni culturali e sportive, organizzare e promuovere attività di turismo sociale e responsabile, promuovere spettacoli, il tutto finalizzato a formare attegiamenti e comportamenti permanenti di non violenza e rispetto delle diversità.
  4. Svolgere in via accessoria e strumentale attività di distribuzione di oggetti in ambito editoriale, audiovisivo, ed altro nel perseguimento degli scopi dell’associazione.
  5. Progettazione e gestione di attività formative che abbiamo come tema la lotta a tutte le mafie ed il rispetto della legalità
Il giorno 15 ottobre 2015 L’Associazione Giuseppe Bommarito contro le Mafie ha ottenuto lo stato di ONLUS




Due eventi d’interesse sociopolitico e culturale si sono avuti nel mese di Giugno in provincia di Palermo.

Il primo a Balestrate, dove si è svolta la Commemorazione di Giuseppe Bommarito, appuntato dei carabinieri ucciso a Palermo in via Scobar il 13 giugno 1983 dalla mafia. Ogni anno dal 2007, quando un gruppo di giovani ha iniziato a porsi il tema del ricordo, concretizzato poi nel 2013 con la nascita dell’Associazione Giuseppe Bommarito contro le mafie, si svolgono due giornate con varie manifestazioni per tenere viva la memoria dell’eccidio dei carabinieri di via Scobar, dove oltre a Bommarito morirono il Capitano Mario D’Aleo e l’appuntato Pietro Morici.

Strage, evidentemente, ritenuta meno clamorosa, di altre diventate più famose, benché nasconda ancora oggi inquietanti interrogativi. Secondo, infatti, le appassionate convinzioni della Dott. Francesca, sorella del carabiniere ucciso, e presidentessa dell’associazione, l’azione della mafia si collega ad un altro omicidio eccellente, quello del 3 maggio 1980, in cui fu colpito il Capitano Emanuele Basile, a Monreale, impegnato in scottanti indagini insieme al giudice Paolo Borsellino.

In quell’epoca,  Bommarito faceva funzione di autista al capitano dei cc, e gli era molto vicino, tanto da far pensare alla mafia che potesse essere pericoloso, specialmente quando diventò collaboratore del giovane inesperto capitano D’Aleo succeduto a Basile. Un concetto scolpito nella mente di Francesca è semplice ma illuminante.- Mio fratello non sarebbe stato zitto e buono, e a D’Aleo avrebbe offerto più di uno stimolo per attivarlo.

Quest’anno fra i vari momenti, c’è stato anche uno spettacolo dell’Opera dei Pupi, della Antica Compagnia dei Pupi Famiglia Puglisi, che ha saputo ben coordinare la classica storia di Orlando e dei cavalieri di Francia con la vita di Giuseppe Bommarito, inteso come vittima dei pupi mafiosi dietro ai quali ci stanno i pupari. E su questo assioma, che ci siano le eminenze grigie che da dietro muovono i fili, e non si fanno beccare, si svolge un po’ tutta l’attività dell’Associazione, che non a caso è contro tutte le mafie.





Il secondo evento si è svolto a Cinisi il 17, nella sala comunale. La premiazione del concorso letterario nazionale Artisti per Peppino Impastato,  a cura dell’associazione La piccola orchestra, di cui è animatore e presidente Salvatore Lanno, un attivissimo siciliano trapiantato al nord, (che nell’occasione ha premiato anche la mia poesia, di un nordico trapiantato al sud). La giuria presieduta da un redivivo Michele Cucuzza, comprendeva il giovane poeta Alessio Arena, candidato al Nobel dal Senato Accademico di  Firenze; la scrittrice Vittoria De Marco Veneziano; la nipote di Peppino, Luisa Impastato, figlia di Giovanni; e ovviamente Lanno.
Lungo lo svolgersi della cerimonia si sono premiati coloro che hanno partecipato a questo primo concorso nel nome di Peppino, martire della mafia, noto in tutto il mondo, con poesie racconti canzoni. Ogni tanto uno stacco musicale, della band Found di Marsala, malgrado l’acustica non ottimale ha allietato i numerosi presenti.
A Salvatore Lanno, un poliedrico siciliano, musicista e scrittore, impegnato in attività sociali, non si può che augurare nuove interessanti realizzazioni, e ringraziarlo per questa nuova attenzione alla memoria di un fulgido martire della mafia come Peppino da Cinisi.
A conclusione, mi viene di fare una riflessione, un po’ amara. Perché, di tutte queste Associazioni che si dedicano alla memoria delle vittime di mafia, non si riesce a creare un coordinamento tale da renderle tutte allo stesso livello d’importanza, senza disparità tra vittime eccellenti e minori?

martedì 30 maggio 2017

G7 = Grandi abbuffate dei 7

https://www.facebook.com/notes/contro-il-g7-di-taormina/contro-il-g7-di-taormina-comunicato-finale/259226304552204/
CONTRO IL G7 DI TAORMINA-COMUNICATO FINALE
Ieri è stata una giornata straordinaria. Un corteo numeroso, colorato, rumoroso e composito ha attraversato le vie di Giardini, dimostrando che il clima di paura creato dalle istituzioni locali era irresponsabile; un corteo partecipato da tantissimi giardinesi, cittadine e cittadini, che hanno sfilato con noi mescolandosi tra spezzoni, striscioni e bandiere. Sicuramente ha pagato la scelta di essere qui, a Giardini Naxos, a presidiare la zona rossa come chiara risposta di un movimento che non intende indietreggiare, né farsi intimidire dalla logica repressiva e securitaria delle smart city e del controllo urbano delle recenti leggi Minniti/Orlando. Non è stato facile resistere ad un apparato repressivo molto duro. Fisicamente quasi ogni donna e uomo presente al corteo di ieri è stato fermato, controllato e identificato; moltissimi sono stati i compagni e le compagne che non hanno potuto raggiungere la piazza perché bloccati prima, in una delle tante neonate frontiere inventate per l'occasione, da Villa San Giovanni a Tremestieri, e allontanati con fogli di via. A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento ed il nostro più fraterno abbraccio. Ci dispiace per il Ministro Minniti, ma i controlli, i fogli di via e la militarizzazione del territorio non sono bastati. Ieri le donne e gli uomini che hanno sfilato al corteo hanno dimostrato di non essere per nulla intimiditi, in più di tremila hanno riempito le strade di Giardini Naxos, determinati a sfidare il clima di repressione e paura costruito per depotenziare la partecipazione. C'erano tutti: i comitati territoriali che combattono ogni giorno la devastazione della Sicilia, i collettivi studenteschi, il Movimento No Muos, i sindacati di base, i centri sociali, le centinaia di compagne e compagni venuti da tutta l'Italia. Per ribadire che contestare il G7 ieri era in totale continuità con la difesa del territorio, dei diritti dei lavoratori, con le esperienze di autogestione degli spazi sociali, con l'esigenza di un sapere critico e indipendente, con il rifiuto della militarizzazione dei territori e la difesa del concetto di accoglienza nei confronti di chi scappa dalla guerra e dalla miseria. Il concentramento finale del corteo è rimasto a Piazza Municipio senza disperdersi, nonostante il lancio di lacrimogeni delle forze dell’ordine, ad aspettare che le due compagne ingiustamente fermate dalla polizia venissero rilasciate. La stampa aveva convinto i cittadini che un’ orda barbarica avrebbe distrutto vetrine e aiuole; l'unica vetrina ad essere attaccata è stata quella dei potenti della Terra, venuti in Sicilia per pianificare asservimenti, saccheggi e devastazioni. Ma il corteo è stata solo la tappa finale di una due giorni molto partecipata e di un percorso durato mesi che con fatica ha costruito un fronte di opposizione sociale eterogeneo, unito dalla radicale critica a questo sistema e alle sue logiche folli di sfruttamento e annientamento delle persone e delle libertà. Nei giorni scorsi, appena arrivati, abbiamo dovuto dissipare un martellante clima di sospetto, creato ad arte dalla campagna mediatica martellante dei media ammaestrati che ci ha dipinto come un'orda di distruttori venuti a radere al suolo una tranquilla cittadina, ed alimentato dagli atteggiamenti irresponsabili del primo cittadino di Giardini che ha voluto addirittura imporre la serrata ai negozi della città durante il corteo. La verità, come hanno ben potuto constatare i cittadini di Giardini, è stata ben diversa. L'assemblea cittadina e il corteo sono stati luogo di incontro e condivisione, momenti per spiegare la nostra idea di mondo, la Sicilia che abbiamo in mente e i progetti che portiamo avanti nei territori e parola dopo parola, intervento dopo intervento, tra un cartellone e un volantino, l'immagine di noi è cambiata, da invasori siamo diventati liberatori di quelle strade e di quelle piazze da cui volevano tenerci lontani ad ogni costo, l'incontro ha sgretolato il clima di sospetto e paura, lasciando spazio solamente alla politica. Ora le nostre ragioni contro il summit sono state riconosciute da tutti. Prima di tutti dagli abitanti di Giardini. Questa giornata, però, lascia un'ombra preoccupante per il futuro della democrazia e della partecipazione in questo paese. Il messaggio mandato dal Ministero degli Interni è chiaro: tutte le lotte sociali nel prossimo futuro si troveranno di fronte a un altissimo livello di controllo e repressione, in città piene di divieti e check point inventati, reali e virtuali, per intimorire, scoraggiare e stigmatizzare qualsiasi forma di dissenso. In molti potrebbero chiedersi se nel nostro paese esiste ancora un pensiero democratico in grado di difendere la libertà di dissenso o se questo toccherà in futuro solo ai movimenti. La manifestazione di ieri forse non risponde a tutte le domande, ma dimostra inequivocabilmente che il movimento popolare, unito e autorganizzato, è capace di resistere alle minacce del potere e a liberare le strade, le piazze e le città della nostra Terra.

I buoni propositi!

http://www.greenstyle.it/strategia-energetica-nazionale-calenda-stop-al-carbone-entro-2030-223624.html





Visto in tv, rubrica “Leonardo” di rai tre.
Nel 2030 l’Italia abbandonerà il carbone per produrre energia, lo dice la Strategia Energetica Nazionale che dovrà anche stimolare una crescita delle energie rinnovabili, sole vento e idroelettrico. Questo quello che si propone il nuovo piano presentato dai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, ora si tratta di concordare come realizzarlo concretamente, insieme alle varie Associazioni di settore”.  Ma questo è il meno, dico io. L’importante si sa, è sparare grandi tesi, propositi bellicosi, raccontare insomma la favoletta per tutti i gonzi che ci credono.
Già siamo bravi nell’utilizzo limitato del carbone: Noi solo per il 15%, -sostiene Ermete Realacci , Presidente della Commissione Ambiente della Camera, -mentre la Germania, (che ne ha di più) supera il 40%”. Certo è facile essere parsimoniosi se si ha poco!
Nel campo delle rinnovabili oggi siamo al 17% , comprendendo elettrico solare e geotermico, settori che impiegano solo 50.000 addetti.
Un po’ di chiarezza:  Rinnovabili significa quelle fonti di energia che a differenza dei combustibili fossili e quelli derivati dal petrolio, possono essere considerate inesauribili per la loro continua rigenerazione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future; Sostenibili in quanto il tasso di rigenerazione è uguale o superiore a quello di utilizzo e Pulite poiché non rilasciano nell’atmosfera sostanze nocive o climalteranti, come per esempio l’anidride carbonica.
Ma allora se sono così buone, perché si fa tanta fatica a renderle fondamentali, per un futuro migliore del pianeta? E qui bisognerebbe approfondire il problema, analizzare chi rema contro, perché ha interessi nel campo delle fonti fossili.
Solo nel campo del fotovoltaico eravamo partiti bene, raggiungendo il 40% della produzione elettrica. Peccato che la tendenza si è poi rallentata, e l’azione del governo, con decreti come lo spalma incentivi, abbia penalizzato gli impianti fotovoltaici a favore di incentivi per i combustibili fossili, o equiparando, in modo truffaldino, alle rinnovabili, l’energia prodotta dalla cosiddetta termovalorizzazione dei rifiuti, con l'incenerimento. (Ciò avviene solo in Italia, in violazione delle direttive europee in materia, laddove la UE considera invece "rinnovabile" solo la parte organica dei rifiuti, ovvero gli scarti biodegradabili). In Sicilia, dove siamo agli ultimi posti in tema di raccolta differenziata, (con l’eccezione virtuosa di Castelbuono e i suoi asinelli), ogni volta si tenta di far passare la realizzazione di inceneritori, di diversa grandezza, invece che sviluppare sistemi alternativi alle discariche, che scoppiano, letteralmente, e favorire nei cittadini una cultura del differenziato e del riciclo, con metodi premianti, come già avviene in altre regioni.
Il giudizio delle Associazioni ambientaliste, che io condivido parola per parola, è molto netto: “C’è chi continua a raccontare bugie e ad indurre la gente a pensare che i costi di produzione dell’energia pulita siano molto maggiori rispetto a quella ricavata dai combustibili fossili e che  il costo dell’elettricità sia dovuta agli incentivi alle rinnovabili. Ora sono stati tagliati, ma la bolletta non è diminuita. Sarà quindi bene che gli italiani sappiano che i loro soldi finiscono per ingrassare le società petrolifere e gasiere e i distributori di queste sostanze”. Da Legambiente.
E anche Greenpeace, per voce di Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima, lamenta la mancanza di investimenti in rinnovabili, in contrasto con la strategia di difesa delle fossili dettata dal nostro governo, che facendo addirittura peggio dei suoi predecessori, è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili su tutti i fronti: cambiando in corsa accordi già sottoscritti con lo “Spalma incentivi”, modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici, di fatto mettendo in ginocchio un settore che nel resto del mondo crea occupazione e benefici sia all’ambiente sia ai cittadini. Il tutto con l’aggravante che parliamo di energia solare, una fonte di energia pulita su cui l’Italia dovrebbe puntare molto perché avrebbe le potenzialità per diventare un leader globale del settore, e la Sicilia, potrebbe esserne la capofila.
E c’è anche chi, da non credere, come Realacci che sostiene: “Si potrebbe fare molto di più, soprattutto favorendo l’autoproduzione dei cittadini, delle comunità ecc. di produrre energia dalle rinnovabili per il proprio consumo”.
Ma no! Quanti buoni propositi! Spero solo di arrivare al 2030.


martedì 23 maggio 2017

23 Maggio 1992

http://palermo.gds.it/2017/05/23/falcone-borsellino-i-depistaggi-lopera-le-parole-rubate-in-diretta-dal-teatro-massimo-di-palermo_669198/

Per non dimenticare




Chi tace e piega la testa  muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola.  Giovanni Falcone

Ci sono cose che non si fanno per coraggio, si fanno per continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli . Carlo Alberto dalla Chiesa

Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Don Pino Puglisi

Se la gioventù le negherà il consenso, anche la mafia svanirà come un incubo.  Paolo Borsellino

Se s’insegnasse la bellezza si darebbe alla gente un’arma contro la paura e l’omertà.
Peppino Impastato

La criminalità non si combatte solo con i carabinieri, la gente deve sapere i fatti. quello che un giornalista deve fare è informare. Giancarlo Siani

A che serve vivere se non si ha l coraggio di lottare.  Pippo Fava






23 maggio 1992 - Giovanni Falcone


il suo sorriso calmo
sfottente sotto i baffi
e subito un lampo duro
negli occhi fissi
sul racconto di un impegno
che è dura lotta
a scapito della vita…

e quando il giorno
del supremo sacrificio
è arrivato con il suo carico
di crudeltà e di micidiale potenza
qualcuno avrà gioito
ma in molti abbiamo pianto…

poi migliaia di pugni alzati
e grida di rabbia nella navata
zeppa di bieca autorità
e la voglia accesa
di riprendere il testimone
della sua corsa irta
d'ogni specie di ostacolo
per un traguardo da osare…

mentre la feccia tracotante
celata nella sordida viltà
con mani adunche lorde di sangue
si era illusa di scalfire i simboli
delle idee di verità e di giustizia…

bestie crudeli ma ignoranti
non capiscono come ogni misfatto
le sviluppi e le moltiplichi
le trasformi in un’eco senza confini
quelle idee che hanno imbevuto
le coscienze del mondo…

e anche oggi il sangue dei tanti
falciati sulla strada dell’impegno
sempre indicheranno il cammino
a chi è rimasto a chi è sopraggiunto